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10.7.08

Ecco Lively, la "Second Life" secondo Google

di Gianni Rusconi

Un insieme di piccoli universi paralleli, di "rooms" (per ora) non comunicanti fra di loro ma dalle quali è possibile interagire con chicchessia collegato in Rete e trasmettere video dal sito di YouTube su televisori virtuali. Per chi non si accontenta c'è anche la possibilità di condividere virtualmente le proprie foto, sulla falsa riga di quanto avviene sui siti di social networking come Flickr.. La descrizione non riguarda un'evoluzione di Second Life bensì riassume i connotati principali di Lively, la nuova creatura tridimensionale di Google che al sito (a torto o a ragione) emblema del Web 2.0 fa chiaramente il verso. Come nelle isole di Second Life, ad animare la vita su Lively sono infatti gli avatar e a loro è demandato il compito di entrare in contatto con i membri della comunità, secondo specifiche e del tutto personali esigenze. Dove, sta, allora la novità di questo sito a cui ha contribuito in fase di sviluppo l'Università dell'Arizona? Nel fatto che - e a scriverlo sul blog ufficiale delle compagnia di Mountain View è stata Niniane Wang, l'ingegnere che ha supervisionato la realizzazione di Lively - "se entri in una stanza di Lively inserita nel tuo blog preferito o su un sito Web puoi immediatamente farti un'idea degli interessi del suo creatore, osservando semplicemente l'arredamento e il tipo di ambiente scelto". Il che significa portare ai massimi livelli possibili la possibilità di personalizzare il proprio spazio virtuale, di vivere (per gli utenti) l'esperienza del social network sfruttando l'account (user Id e password) con i quali si è già registrati all'universo dei servizi Google (come la posta elettronica Gmail per esempio)."Be who you want on the web pages you visit". Tradotto letteralmente suona più o meno così: "sii chi vuoi sulle pagine Web che visiti". Il titolo del post con il quale la Wang ha annunciato l'arrivo (in versione beta) di Lively è una perfetta sintesi di quelle che sono le finalità del servizio, che attualmente si può utilizzare (scaricando il programma da browser Internet Explorer e Firefox) solo su pc con sistema operativo Windows ma è certo o quasi (visti i presupposti) che girerà presto anche su macchine Linux e Mac). A differenza di Second Life, che di suo utilizza tecnologia Ibm, quello di Google non è unico un mondo virtuale ma tanti (le "room" per l'appunto), che vivono di vita propria. Il meccanismo di interazione con il proprio avatar è anch'esso innovativo e agli utenti è data la totale libertà di azione per guidarli (quanto efficacemente è tutto da verificare) in tutto e per tutto all'interno del proprio spicchio di mondo virtuale. Per la creazione della propria stanza, tutto – animazioni predefinite, template, oggetti virtuali – è fornito gratuitamente (per il momento) solo da Google. Lively è quindi un ambiente paradossalmente chiuso, sotto il profilo di chi ha sviluppato i contenuti disponibili nel catalogo, e solo in futuro, si dice, saranno aperti all'intervento di terze parti..Ma quel che preme a Google non è tanto l'attuale ricchezza di contenuti e di grafica che l'utente può trovare nelle stanze di Lively. Al gigante californiano interessa far passare il concetto che questo mondo non è per gli utenti una seconda vita ma una nuova componente della prima (di quella vissuta on line perlomeno). Lively non è una destinazione alternativa ma un modo, per chi sta sul Web, di creare un piccolo mondo virtuale per sé stesso e i suoi contatti (amici, colleghi e magari anche interlocutori d'affari). Un universo parallelo parziale, totalmente integrato con l'esperienza Internet classica, quella che porta gli utenti a condividere e scaricare foto e video in Rete. L'idea è in sostanza quello di creare un nuovo livello di social network, un nuovo anello di congiunzione fra contenuti digitali, strumenti del Web 2.0 (blog, wiki, widget disponibili su MySpace o Facebook) e strumenti di comunicazione tradizionale, come la posta elettronica. Chissà, si chiedono già in tanti, quanti cittadini (magari un po' delusi) di Second Life si arrederanno una stanza in Lively. A Mountain View, anche se nessuno lo dice, pensano saranno molti.
http://googleblog.blogspot.com/

4.4.07

SECOND LIFE

SECOND LIFE/1 - Vita da newbie

Come promesso, ecco il primo di una serie di racconti con cui il mio avatar cercherà di descrivere le tappe principali della sua vita virtuale. Il secondo appuntamento è per mercoledì prossimo.

Divertente nascere in Second Life! Perché? Perché non è la natura a decidere che sesso avrai: sta a te scegliere se essere maschio o femmina, e comunque sia potrai decidere di cambiare sesso in qualsiasi momento della tua seconda esistenza. Io però non ho avuto dubbi: il mio fiocco doveva essere rosa, qualcosa (qualcuno?) mi diceva che in questo modo avrei avuto la vita un po' più facile.

Così, dopo aver registrato il mio nome all'anagrafe dei Linden e aver deciso di appartenere al genere della "ragazza della porta accanto", ero pronta per nascere. E così è stato.
Lentamente, ho cominciato a prendere forma e tutto quello che mi circondava è diventato via via più nitido e definito: un prato, degli alberi, cielo azzurro, un cartello di legno sul quale sono riuscita a leggere (so già leggere!) "Welcome to Orientation Island", un sentiero e poi... Altri avatar! Tutti appena nati, ma già adulti, come me, e molti perfettamente identici tra loro.

Ed è così che mi sono accorta di essere anche io una specie di clone, perché appena sono riuscita a vedermi ho realizzato che attorno a me c'erano almeno 5 mie sosia, e la cosa non mi ha fatto granché piacere, lo ammetto.
Tuttavia, una volta superato il piccolo trauma dell'arrivo, ho provato a muovere i primi passi, riuscendoci subito senza grande difficoltà. E camminando ho potuto avvicinarmi agli altri, guardarli in viso e notare che sul volto di ognuno era dipinta la stessa espressione, a metà tra l'indifferenza e la perplessità. Preoccupante, ho pensato.

Ma subito la mente è corsa a tutt'altro, perché qualcuno ha pronunciato il mio nome, attirando la mia attenzione. E allora mi sono resa conto che anche io avevo il dono della parola e potevo comunicare con chiunque, facilmente.La prima cosa che ho detto è stato "hi!", ciao, e da quel momento in poi non ho più smesso di parlare, e sono sicura che qualcuno dei miei SL friends, se potesse intervenire, direbbe che il governatore Linden (il padrone di questo mondo) dovrebbe inventare un limitatore di chiacchiere appositamente per me :- ).
"E ora che si fa?" ho chiesto a chi mi era accanto, e Bebe (appartenente al genere delle "ragazze da nightclub") ha proposto di fare un giro nei dintorni, per dare un'occhiata.
Così, assieme a un gruppetto di coetanei mi sono avventurata lungo il sentiero di Orientation Island, scoprendo una serie di cartelli che recitavano "click me": ho così appreso che posso toccare e spostare gli oggetti (posso farlo anche da lontano! La cosa richiede un po' di pratica, ma io imparo velocemente), modificare il mio aspetto fisico e gli abiti che indosso… Ho il potere di cambiare tutto, ogni minimo dettaglio, lasciandomi semplicemente guidare dalla fantasia (splendida scoperta della non omologazione!). Quindi, emozionata, ho domandato "Scusate, qualcuno sa indicarmi dove posso trovare qualche abito di ricambio? Magari un vestitino…", e la risposta è arrivata da un avatar completamente diverso da noi, sia nell'aspetto fisico che nell'abbigliamento.

"Ciao, io sono un mentore, sono qui per aiutare voi newbies. In SL troverai tutti gli abiti che desideri e molto di più, cerca i freebies. Ma devi essere paziente, hai tante cose da imparare prima di lasciare questa regione lol. Se hai bisogno chiamami pure. Feel free to explore!".
Mentre parlava l'ho passato ai raggi x, pensando "Wow!" (sì, perché intanto ho anche imparato a zoomare sugli oggetti e sulle persone, per guardare da vicino, se ne vale la pena), ma poi ho raccolto le idee e mi sono chiesta "Lol? Newbies? Freebies? Imparare? Uff! Lasciare questa regione per andare dove? Esplorare cosa?…".

E la scoperta più interessante è arrivata proprio a questo punto, stampata a chiare lettere sull'ultimo cartello alla fine del sentiero: flying.
…Volare? Posso volare?! :-D


Seconda puntata: Via dal nido
Terza puntata: A.A.A. Lavoro cercasi
Quarta puntata: Mettere radici
Quinta puntata: Home, sweet home
Sesta puntata: Tempo di business
Settima puntata: A spasso nel metamondo
Ottava puntata: Spazio ai sentimenti, quelli buoni
Nona puntata: La voce dei "vecchi" saggi. Sandy
Ultima puntata: La voce dei "vecchi" saggi. Winkler


(visionblog)